Rumi, una startup di media basata sull'intelligenza artificiale, ha raccolto 4,7 milioni di dollari in un round di finanziamento pre-seed per supportare la sua missione di convertire il consumo passivo di media in esperienze interattive e potenziate dall'IA. Il round è stato co-guidato da A16z crypto CSX ed EV3, riflettendo la fiducia degli investitori iniziali nell'approccio di Rumi alla costruzione di un'infrastruttura AI decentralizzata per i media. L'azienda ha lanciato una versione beta su invito della sua app, che consente agli utenti di interagire con i contenuti multimediali in tempo reale e guadagnare ricompense per la loro partecipazione.

La startup AI Rumi raccoglie oltre 4 milioni di dollari
La startup AI raccoglie 4,7 milioni di dollari
Con più di cinque ore trascorse quotidianamente dagli utenti a guardare contenuti digitali, Rumi mira a spostare l'esperienza mediatica dal consumo passivo all'interazione attiva. L'app introduce funzionalità che consentono agli utenti di conversare con i personaggi sullo schermo, ricevere verifiche dei fatti in tempo reale durante la programmazione live e identificare attori e abiti. Queste interazioni sono rese possibili da agenti AI addestrati a comprendere e aumentare il contenuto video nel contesto.
Secondo l'azienda, il suo sistema consente agli utenti di contribuire con la potenza di calcolo in eccesso, che viene utilizzata per indicizzare i dati video e migliorare la comprensione dell'IA di storie, personaggi e riferimenti culturali. In cambio, gli utenti guadagnano un reddito passivo, creando quello che Rumi descrive come un modello "watch-to-earn". In un'intervista con GamesBeat, il CEO Niko Cunningham ha dichiarato che l'infrastruttura di Rumi consente all'intelligenza artificiale di diventare più immersiva sviluppando una comprensione più profonda dei contenuti e della cultura globale, il che è necessario per miglioramenti significativi nella narrazione.
Infrastruttura AI decentralizzata e privacy dei dati
Rumi ha sviluppato una rete blockchain decentralizzata di indicizzatori che analizzano i contenuti video e contribuiscono con i dati agli agenti AI. Questo approccio consente approfondimenti in tempo reale e funzionalità personalizzate come overlay contestuali e raccomandazioni interattive, il tutto proteggendo la privacy dell'utente e rispettando i diritti sui contenuti. A differenza dei metodi tradizionali di addestramento dell'IA, Rumi non archivia né distribuisce media protetti da copyright. Invece, il suo protocollo decentralizzato utilizza l'IA per trascrivere e riassumere i contenuti, esponendo solo i metadati tramite interfacce di programmazione delle applicazioni (API) ad agenti esterni.
L'azienda sottolinea che la sua tecnologia si allinea ai precedenti legali stabiliti in materia di fair use. Fa paragoni con casi come Authors Guild v. Google e TVEyes v. Fox, dove i tribunali hanno stabilito che la trasformazione di contenuti per funzioni di indicizzazione o ricerca può qualificarsi come fair use. Rumi non condivide pubblicamente le trascrizioni; invece, fornisce l'accesso ai riassunti dei contenuti solo quando richiesto da agenti AI approvati.

La startup AI Rumi raccoglie oltre 4 milioni di dollari
Modello di business e partnership iniziali
Rumi monetizza la sua piattaforma tramite licenze API e servizi dati. Offre capacità di consapevolezza contestuale agli agenti AI, consentendo loro di fornire servizi a valore aggiunto come pubblicità conversazionali in tempo reale e raccomandazioni di prodotti all'interno delle esperienze mediatiche. Ad esempio, durante uno show di cucina, un agente potrebbe suggerire schede di ricette o fornire link agli ingredienti presenti sullo schermo.
L'azienda sta anche costruendo una "Nielsen decentralizzata", un sistema per analisi in tempo reale e approfondimenti sul pubblico. Le partnership iniziali includono piattaforme come Virtuals.io, che integra le API di Rumi per fornire interattività contestuale, nonché TVision e Story Protocol, che utilizzano i dati di Rumi per l'analisi dei media e il monitoraggio del pubblico. Queste partnership indicano un crescente interesse nell'utilizzo di dati dettagliati sull'engagement dei media per migliorare la distribuzione dei contenuti e l'esperienza dello spettatore.

La startup AI Rumi raccoglie oltre 4 milioni di dollari
Contestualizzazione dei media tramite modelli AI
A differenza di altre piattaforme decentralizzate focalizzate sulla condivisione delle risorse di calcolo, come Bittensor, Akash o Render, Rumi si concentra specificamente sulla comprensione dei contenuti video. L'azienda ha sviluppato modelli proprietari di deep learning in grado di analizzare la struttura narrativa, le relazioni tra i personaggi e il contesto culturale dai dati video. Rumi ritiene che questa capacità sia cruciale per la prossima generazione di AI, che deve andare oltre l'elaborazione di documenti e invece interagire con i tipi di storie ed elementi culturali che guidano il consumo mediatico umano.
L'infrastruttura di Rumi è progettata per supportare sia contenuti on-demand che live, incluse le trasmissioni sportive. Nel tempo, l'azienda prevede di introdurre un'applicazione direct-to-consumer che funga da telecomando potenziato dall'IA e da compagno multimediale. Questa app consentirebbe agli utenti di interagire con i contenuti in tempo reale, approfondendo l'engagement e creando nuove opportunità di monetizzazione per i creatori di contenuti e gli inserzionisti.
Monetizzazione per creatori e inserzionisti
Man mano che Rumi raccoglie dati sulle interazioni degli spettatori, consente alle aziende mediatiche e ai creatori di comprendere meglio quali aspetti dei contenuti risuonano con il pubblico. Queste informazioni possono aiutare a migliorare la narrazione e ottimizzare le scelte di produzione. Allo stesso tempo, gli inserzionisti beneficiano della capacità di fornire annunci più personalizzati e contestualmente pertinenti che si integrano naturalmente nelle conversazioni con gli agenti AI, anziché interrompere l'esperienza di visione.
L'azienda assicura che tutti i contributi di dati degli utenti sono volontari e protetti dalle sue politiche sulla privacy. I partecipanti all'ecosistema di Rumi vengono ricompensati per il loro coinvolgimento, rendendolo attraente per gli utenti che hanno familiarità con i principi web3, in particolare quelli abituati a condividere risorse come la larghezza di banda o la potenza di calcolo in cambio di token o altre forme di compensazione.

La startup AI Rumi raccoglie oltre 4 milioni di dollari
Perché il tempismo favorisce la visione di Rumi
Il lancio di Rumi arriva in un momento in cui la domanda di esperienze mediatiche interattive, personalizzate e immersive è in aumento. Tendenze come l'uso del secondo schermo, specialmente tra il pubblico più giovane, evidenziano il passaggio al multitasking e all'engagement in tempo reale durante la visione di contenuti. La ricerca del settore indica che una parte significativa degli spettatori della Gen Z utilizza frequentemente i propri telefoni mentre guarda la TV o gioca, sottolineando la domanda di intrattenimento più connesso e coinvolgente.
Anche lo sviluppo di agenti AI rivolti ai consumatori sta guadagnando terreno, con applicazioni nell'intrattenimento che probabilmente saranno la prima area di adozione diffusa. La tecnologia di Rumi risponde a questo momento fornendo strumenti agli agenti AI per migliorare le esperienze mediatiche in modi contestuali, pertinenti e personalizzati.
Mentre l'azienda continua a costruire la sua infrastruttura e ad espandere il suo programma beta, Rumi si sta posizionando per diventare un attore centrale nell'intersezione in evoluzione di AI, media e reti decentralizzate. I primi utenti possono iscriversi per partecipare alla beta e contribuire alla fondazione di quello che Rumi descrive come il primo ecosistema mediatico intelligente e alimentato dagli utenti visitando rumilabs.io.



