Greg Isenberg, CEO di Late Checkout, ha recentemente pubblicato un'analisi che evidenzia un cambiamento notevole nel modo in cui le persone trascorrono il loro tempo online. Facendo riferimento a dati recenti del Financial Times e di GWI, ha sottolineato che l'uso dei social media si sta riducendo per la prima volta dalla loro ascesa, avvenuta due decenni fa. Ciò che è particolarmente interessante è che il calo è guidato dalle generazioni più giovani: persone che sono cresciute circondate dalle piattaforme social ma che ora se ne stanno allontanando.
Questo gruppo ha assistito all'intera evoluzione dei social media: dalla loro promessa iniziale di connessione al loro stato attuale di coinvolgimento costante e rumore algoritmico. Molti si sono resi conto che lo scroll infinito non porta necessariamente alla felicità o a un pensiero più acuto. Al contrario, spesso lascia gli utenti esausti e distaccati.

Brainrot Is Out. Meaning Is In.
La Fatica da Contenuti AI Sta Accelerando il Trend
Isenberg attribuisce parte di questo declino a quello che lui chiama "AI slop" (immondizia AI), riferendosi alla crescente presenza di contenuti ripetitivi e artificiali sulle piattaforme social. Feed pieni di voci identiche, volti sintetici e idee riciclate hanno fatto perdere interesse a molti utenti. L'effetto è una sorta di "odore di fabbrica" che priva l'interazione online della sua autenticità.
Per molti, questo cambiamento segna la fine di una certa era della cultura di internet: quella guidata dalle metriche di engagement e dagli algoritmi che catturano l'attenzione. Gli utenti ora cercano esperienze che sembrino più intenzionali, genuine e connesse alla vita reale.
Dallo Scroll Infinito allo Slow Media
Il calo dell'engagement sui social media non significa che le persone stiano abbandonando internet. Al contrario, l'attenzione si sta spostando verso lo "slow media": formati che privilegiano la qualità rispetto alla quantità. Questo include contenuti serializzati, newsletter di lunga durata e altre esperienze progettate per essere consumate deliberatamente piuttosto che senza pensarci.
Isenberg prevede anche l'ascesa di spazi online più piccoli e focalizzati. Questi gruppi privati spesso funzionano come club, con processi di candidatura o rituali condivisi che costruiscono fiducia tra i membri. C'è anche un crescente interesse per community e brand che si estendono oltre lo schermo, ospitando eventi nel mondo reale e incoraggiando la connessione offline.
La prossima ondata di piattaforme online potrebbe utilizzare l'AI non per massimizzare l'engagement, ma per aiutare a organizzare esperienze significative. Crede che questo cambiamento rappresenti la rottura di un'assunzione di lunga data di internet: che più engagement equivalga automaticamente a più valore.

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Il Futuro della Connessione Online
Il calo del tempo trascorso sui social media segna un importante punto di svolta per la cultura digitale. Gli utenti più giovani si stanno allontanando dai feed algoritmici a favore di esperienze curate e autentiche che promuovono appartenenza e scopo. Isenberg sostiene che questo trend raggiungerà infine le generazioni più anziane, poiché inizieranno ad adottare abitudini simili nei prossimi anni.
Per creator e aziende, questo cambiamento apre nuove opportunità per progettare piattaforme e community che valorizzino profondità, identità e connessione reale. Che sia attraverso innovazioni web3, incontri locali o community a pagamento, il futuro dell'engagement online sembra orientarsi verso l'autenticità piuttosto che verso l'attenzione.
Come ha riassunto Isenberg nel suo post, "Brainrot is out. Meaning is in."
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa intende Greg Isenberg con "brainrot is out"? "Brainrot" si riferisce alla sovra-stimolazione e al consumo passivo derivanti dallo scroll infinito sui social media. L'affermazione di Isenberg suggerisce che gli utenti si stanno allontanando da quel comportamento a favore di un engagement online significativo e ponderato.
Perché l'uso dei social media sta diminuendo? Dati recenti mostrano che l'uso dei social media sta diminuendo per la prima volta nella storia. Gli utenti più giovani stanno guidando questo calo poiché si stancano dei contenuti guidati da algoritmi e dei post ripetitivi generati dall'AI.
Cos'è lo "slow media"? Lo slow media si riferisce a contenuti che incoraggiano un consumo intenzionale e focalizzato, come newsletter, aggiornamenti serializzati o discussioni di community. È una reazione alla natura veloce e superficiale della maggior parte dei feed moderni.
Come incide l'AI in questo cambiamento? I contenuti generati dall'AI hanno contribuito a quello che Isenberg chiama "AI slop", ovvero la sensazione che gran parte di ciò che gli utenti vedono online sembri artificiale e ripetitivo. In futuro, l'AI potrebbe ancora svolgere un ruolo, ma più come strumento per organizzare le informazioni piuttosto che per ottimizzare l'engagement.
Quali opportunità crea questo trend per le nuove aziende? Isenberg ritiene che le prossime grandi aziende digitali si concentreranno sulla creazione di spazi che favoriscano connessione e fiducia reali. Ciò potrebbe includere piattaforme per creator verificate, community a pagamento o sistemi di identità basati su web3 che privilegiano l'autenticità rispetto alla portata.



