Mentre la tecnologia personale continua ad evolversi, il suo ruolo nella vita quotidiana diventa sempre più profondamente integrato. Negli ultimi due decenni, i dispositivi mobili, in particolare gli smartphone, sono diventati centrali nel modo in cui le persone lavorano, comunicano e accedono ai servizi. L'attuale modello di computing personale è in gran parte basato su schermo e avviato dall'utente, ma questo potrebbe cambiare significativamente. Secondo una recente analisi di Konvoy, sta emergendo un cambiamento verso una tecnologia che funziona in modo proattivo, minimizzando la necessità per gli utenti di interagire direttamente con gli schermi.

AI e voce trasformano il Mobile Computing
AI e voce nel Computing
Gli smartphone di oggi sono strumenti potenti che forniscono accesso immediato a informazioni e servizi. Tuttavia, il modo in cui questi strumenti vengono utilizzati dipende ancora dall'utente che avvia un'azione, come aprire un'app o rispondere a una notifica. Sebbene molte applicazioni offrano raccomandazioni utili, si basano ancora su una qualche forma di input manuale o approvazione prima di agire. Ad esempio, anche se il motore di raccomandazione di Amazon può prevedere ciò di cui un utente potrebbe aver bisogno, il processo richiede comunque che l'utente interagisca con una notifica o navighi sulla piattaforma per effettuare un acquisto.
Nonostante ciò, alcune funzionalità proattive sono già incorporate nelle esperienze digitali quotidiane. Esempi includono servizi di streaming che regolano la qualità in base alla velocità di internet, sistemi di smart home che gestiscono le luci in base alla posizione del telefono e app di consegna cibo che suggeriscono pasti utilizzando dati comportamentali. Queste tecnologie rappresentano i primi passi verso sistemi che agiscono con un input minimo da parte dell'utente. Tuttavia, l'attuale mancanza di integrazione tra le applicazioni limita il loro potenziale. La tecnologia sta avanzando, ma i suoi benefici non sono ancora distribuiti uniformemente tra piattaforme e casi d'uso.

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Tecnologia vocale e modelli di interazione in evoluzione
La tecnologia vocale sta gradualmente diventando un'interfaccia più comune tra le persone e i loro dispositivi. Negli Stati Uniti, si stima che circa 153,5 milioni di persone utilizzino assistenti vocali, con la sola Siri di Apple che serve oltre 86 milioni di utenti. La ricerca vocale è utilizzata da circa un quarto degli utenti mobili, e l'adozione è notevolmente più alta tra le fasce demografiche più giovani. Per gli utenti di età compresa tra 18 e 34 anni, l'adozione si attesta al 77 percento, seguita dal 63 percento per quelli di età compresa tra 25 e 54 anni e dal 30 percento per quelli oltre i 55 anni.
Questo crescente utilizzo degli assistenti vocali nei dispositivi smart home e negli smartphone suggerisce che le persone si sentono sempre più a loro agio nell'interagire con la tecnologia in modi che non si basano sui touchscreen. La voce è un'interfaccia pratica perché consente il multitasking a mani libere e assomiglia alla comunicazione umana naturale. Fornisce un'alternativa efficiente alla navigazione nei menu o alla digitazione, il che la rende particolarmente utile in contesti in cui la comodità e la velocità sono importanti.

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L'hardware dietro la transizione
Il potenziale passaggio dall'interazione basata su schermo è supportato da decenni di progressi nell'hardware del computing personale. I telefoni cellulari hanno visto significativi aggiornamenti in termini di archiviazione, potenza di elaborazione e capacità grafiche. Nel 2005, la memoria media dei telefoni era limitata a circa 8 gigabyte e i dispositivi utilizzavano tipicamente processori single-core con velocità di clock tra 200 MHz e 1 GHz. Oggi, gli smartphone presentano comunemente processori multi-core con velocità che vanno da 2 a 4 GHz, capacità di archiviazione locale superiori a 512 gigabyte e accesso aggiuntivo all'archiviazione cloud.
Anche l'elaborazione grafica si è sviluppata ampiamente. I primi dispositivi mobili si basavano esclusivamente su CPU con capacità grafiche minime, spesso inferiori a un megaflop. Al contrario, gli smartphone moderni sono dotati di GPU in grado di eseguire oltre 1000 gigaflop, consentendo il supporto per il gaming 4K, funzionalità avanzate di intelligenza artificiale e tecnologie di rendering in tempo reale come il ray tracing. Questi miglioramenti hanno reso possibile per i dispositivi mobili eseguire compiti complessi che un tempo erano esclusivi degli ambienti di computing desktop.

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Riconsiderare il ruolo dello smartphone
Nonostante questi miglioramenti, il ruolo dello smartphone potrebbe evolvere da punto primario di interazione a hub di computing o dispositivo in background. In un futuro senza schermo, lo smartphone sarebbe ancora centrale per l'esperienza digitale di un utente, ma il modo in cui viene utilizzato cambierebbe. Ad esempio, invece di aprire un'app per richiedere un passaggio, il telefono di un utente potrebbe rilevare quando una riunione termina, calcolare il tempo di viaggio per la posizione successiva e organizzare il trasporto automaticamente.
Le notifiche sullo stato del viaggio potrebbero essere consegnate tramite voce o dispositivi indossabili leggeri come gli occhiali smart. Questi sistemi potrebbero anche consentire agli utenti di modificare le attività quando necessario, come annullare o riprogrammare una riunione tramite un semplice comando vocale o un movimento oculare. In questo scenario, l'utente rimane informato e in controllo, ma la quantità di interazione diretta con gli schermi è significativamente ridotta.

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Strati di interazione emergenti
Affinché un futuro senza schermo sia praticabile, dovranno essere sviluppate e ampiamente adottate nuove forme di interazione utente. Sebbene lo smartphone stesso rimarrà rilevante, metodi di input e output alternativi diventeranno più importanti. Questi potrebbero includere occhiali smart, overlay di realtà aumentata, assistenti vocali e potenzialmente interfacce cervello-computer. Dispositivi di input come gli smartwatch e tecnologie come il tracciamento oculare potrebbero anche aiutare gli utenti a prendere decisioni rapidamente senza fare affidamento su schermi fisici.
Tuttavia, gli attuali fattori di forma pongono delle sfide. Cuffie grandi e vistose, come quelle utilizzate per la realtà aumentata, non hanno ottenuto un'ampia accettazione da parte dei consumatori, in particolare in contesti professionali. L'industria dovrà sviluppare dispositivi più discreti e pratici per un uso diffuso. L'adozione dipenderà dall'equilibrio tra funzionalità, comfort e accettabilità sociale.

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Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale
L'intelligenza artificiale sarà centrale per abilitare questo nuovo modello di interazione. In futuro, gli agenti AI potrebbero fungere da assistenti digitali in grado di gestire le attività accedendo e gestendo informazioni attraverso più applicazioni. Questi agenti potrebbero operare in background, attingendo da calendari, piattaforme di messaggistica e servizi di trasporto per coordinare le attività senza la necessità di un input costante da parte dell'utente.
Per rendere ciò possibile, sarà necessaria un'integrazione più robusta tra le applicazioni. Gli attuali sistemi operativi forniscono alcune capacità limitate tramite API integrate, ma una più ampia orchestrazione emergerà probabilmente attraverso protocolli standardizzati o framework basati su agenti. Questi sistemi dovrebbero gestire i dati in modo sicuro ed eseguire le attività in modo coerente, con le principali piattaforme tecnologiche che svolgono un ruolo chiave nel definire come i servizi lavorano insieme.
La fiducia sarà un fattore significativo nell'adozione. Sebbene la comodità degli agenti autonomi sia allettante, gli utenti potrebbero esitare a consentire ai sistemi di accedere ai dati personali e agire per loro conto. Nel tempo, la fiducia nell'AI probabilmente crescerà man mano che gli utenti acquisiranno maggiore familiarità con le sue capacità e limitazioni. Fino ad allora, un approccio cauto definirà la relazione tra utenti e tecnologia proattiva.
Una trasformazione graduale ma chiara
Sebbene gli smartphone non stiano scomparendo, il loro ruolo è destinato a cambiare. Invece di essere punti di interazione costanti, potrebbero diventare facilitatori silenziosi, offrendo valore senza richiedere attenzione. La transizione al computing senza schermo non avverrà da un giorno all'altro, ma c'è una chiara direzione in cui la tecnologia si sta dirigendo.
Questo cambiamento ha il potenziale per ridurre la dipendenza dallo schermo e migliorare il benessere digitale, mantenendo al contempo la comodità e le capacità offerte dai dispositivi mobili. Combinando i progressi nell'intelligenza artificiale con nuovi metodi di interazione, il futuro del computing personale potrebbe offrire una connessione più fluida tra il mondo fisico e quello digitale. Ciò consentirebbe agli individui di essere più presenti nei loro ambienti, pur beneficiando degli strumenti che supportano la vita moderna.



